L’industria automobilistica è in piena trasformazione. Tra auto elettriche, ibride e a idrogeno, la corsa verso una mobilità più sostenibile non si è mai fermata. Ma c’è una tecnologia che sta facendo parlare di sé in modo sempre più insistente: quella delle auto alimentate ad acqua. Non si tratta di fantascienza e nemmeno di un esperimento da laboratorio destinato a restare nel cassetto. Un’azienda israeliana ha già sviluppato un sistema funzionante, e le implicazioni per il futuro del trasporto potrebbero essere enormi.
Il motore ad acqua non è più solo un’idea
L’idea di usare l’acqua come carburante circola da decenni, ma è sempre rimasta ai margini della ricerca applicata, spesso relegata a teorie prive di riscontro pratico. Quello che ha cambiato le carte in tavola è l’approccio di Electriq Global, startup con sede in Israele che ha sviluppato una tecnologia concreta per convertire l’acqua in energia motrice. Il meccanismo non si basa su magia o fisica impossibile: sfrutta l’elettrolisi avanzata per separare l’idrogeno dall’ossigeno contenuti nelle molecole d’acqua, e utilizza poi quell’idrogeno per alimentare una cella a combustibile.
Il risultato? Un veicolo che si muove grazie all’acqua, emette solo vapore acqueo e — secondo le stime della società — potrebbe raggiungere un’autonomia di circa 1.000 km per rifornimento. Un dato che, se confermato su scala industriale, renderebbe questa soluzione competitiva non solo rispetto ai tradizionali motori termici, ma anche rispetto alle auto elettriche, il cui tallone d’Achille rimane proprio l’autonomia e i lunghi tempi di ricarica.
Come funziona la tecnologia di Electriq Global
Il cuore dell’innovazione è una membrana a nanomateriali esclusiva, sviluppata internamente dall’azienda israeliana. Questa membrana agisce come una cella elettrolitica ad alta efficienza: scompone le molecole d’acqua in idrogeno e ossigeno utilizzando una quantità di elettricità significativamente inferiore rispetto ai sistemi tradizionali di elettrolisi. È proprio questo il salto tecnologico: fino ad oggi, il processo di separazione dell’idrogeno dall’acqua richiedeva un apporto energetico elevato, che rendeva l’operazione poco conveniente su larga scala.
Una volta ottenuto l’idrogeno, il processo si svolge così:
- L’idrogeno viene convogliato nella cella a combustibile del veicolo
- Nella cella, l’idrogeno si combina con l’ossigeno presente nell’aria circostante
- La reazione genera una corrente elettrica che alimenta il motore
- L’unico sottoprodotto dell’intero processo è vapore acqueo pulito, senza emissioni di CO₂ o altri gas nocivi
Rispetto alle celle a combustibile a idrogeno già esistenti — come quelle utilizzate da Toyota sulla Mirai — il sistema di Electriq Global introduce il vantaggio di produrre l’idrogeno direttamente a bordo del veicolo, partendo dall’acqua. Questo elimina la necessità di una rete di distribuzione dell’idrogeno compresso, che rappresenta uno degli ostacoli principali alla diffusione di massa dei veicoli a idrogeno.

Prestazioni attuali e prospettive future
Nei test effettuati finora, i prototipi hanno raggiunto una velocità massima di circa 112 km/h (70 mph), un dato ancora lontano dagli standard richiesti per l’omologazione stradale in molti Paesi. Tuttavia, la direzione tecnica è chiara e le margini di miglioramento sono ampi. L’azienda sta lavorando per ottimizzare sia le prestazioni dinamiche sia l’efficienza del sistema di conversione.
Sul fronte economico, Electriq Global sostiene che il costo per chilometro percorso con la propria tecnologia sarebbe nettamente inferiore rispetto a benzina e diesel. L’acqua, a differenza degli idrocarburi, non è soggetta a volatilità dei mercati energetici globali — un aspetto non secondario, considerando quanto i prezzi alla pompa abbiano inciso sui bilanci familiari negli ultimi anni.
Il confronto con le altre alternative alla benzina
Nel panorama delle motorizzazioni alternative, ognuna porta con sé vantaggi e criticità specifiche:
- Auto elettriche a batteria: zero emissioni locali, ma autonomia limitata, tempi di ricarica lunghi e impatto ambientale della produzione delle batterie
- Auto a idrogeno tradizionale: autonomia elevata e rifornimento rapido, ma infrastruttura di distribuzione quasi assente in Europa
- Auto ad acqua con tecnologia Electriq Global: autonomia stimata elevata, emissioni zero, costi potenzialmente competitivi, ma ancora in fase di sviluppo pre-commerciale
Il vantaggio principale della soluzione israeliana rispetto all’idrogeno classico risiede proprio nella logistica del carburante: usare l’acqua come vettore energetico semplifica enormemente la catena di approvvigionamento. Non servono stazioni di rifornimento specializzate, serbatoi ad alta pressione o infrastrutture costose. In teoria, basta avere accesso all’acqua.
Quando arriverà sul mercato?
Questa è la domanda che in molti si pongono. Al momento, Electriq Global non ha ancora annunciato una data commerciale definitiva né una partnership con un costruttore automobilistico di livello globale. La tecnologia è reale e funzionante, ma il percorso dall’ingegneria di laboratorio alla produzione in serie è lungo, costoso e pieno di variabili — normative, industriali, finanziarie.
Quello che è certo è che il mondo dell’automotive non è mai stato così aperto alle soluzioni alternative. Dopo anni di dominio del motore termico e di una transizione elettrica che non convince tutti, l’auto ad acqua potrebbe rappresentare la risposta più radicale e insieme più semplice alla crisi energetica e ambientale del nostro tempo. La tecnologia c’è. Ora si tratta di capire se il mercato — e la politica industriale globale — saranno pronti ad accoglierla.
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