La barzelletta del signore dall’indovina: “Cominciamo bene!” — impossibile non scoppiare a ridere

Ridere è una delle attività più anticamente umane che esistano — e forse anche un po’ bestiali, nel senso più nobile del termine. Gli scienziati hanno scoperto che anche i topi e i grandi primati producono qualcosa di simile alla risata durante il gioco. Ma cosa scatta nel nostro cervello quando sentiamo una buona barzelletta? La risposta sta nella violazione benigna: ridiamo quando qualcosa rompe le nostre aspettative in modo innocuo e inaspettato. Il nostro cervello si aspetta una cosa, riceve un’altra, e — invece di allarmarsi — si rilassa in una risata.

Nella storia, l’umorismo ha cambiato pelle mille volte. Gli antichi Romani, per esempio, erano maestri dell’ironia politica e sociale: si facevano beffe dei potenti, dei nuovi ricchi (i cosiddetti novi homines) e persino degli dèi. Cicerone era considerato uno dei più brillanti umoristi del suo tempo, e non solo un oratore. La battuta, insomma, è sopravvissuta a tutto: guerre, pestilenze, algoritmi di Google.

La Barzelletta

Un signore si reca da una famosa indovina. Lei, dall’interno della sua stanza, chiede:

«Chi è?»

E il signore risponde, con tono soddisfatto:

«Cominciamo bene!»

Perché Fa Ridere?

Il meccanismo comico è semplice quanto geniale. Un’indovina, per definizione, dovrebbe sapere già tutto: chi bussa, cosa vuole, quando morirà e probabilmente anche la targa della sua auto. Il fatto che sia costretta a fare la domanda più banale del mondo — «chi è?» — smonta in un secondo l’intera sua credibilità professionale. Il signore lo capisce al volo, e con quella risposta secca demolisce anni di misticismo con quattro parole.

È il trionfo del buon senso popolare sull’inganno: niente filosfia, niente spiegazioni. Solo una constatazione fulminante.

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